ARTE E "CONTORNI"

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venerdì 16 marzo 2007

STRANIERI IN ITALIA - LA TESTIMONIANZA DI OLGA BABENKO

Ho conosciuto Olga Babenko, una signora straniera (segretaria del VWR), e sono rimasto particolarmente affascinato dalla sua vitalità, dalla cultura che possiede, dalla sua esperienza di vita, dal carattere combattivo, dalla grande forza d'animo... Dialogando con lei, sono venuto a conoscenza di una vicenda scandalosa ed eclatante, inverosimile, che le ha causato danni morali, fisici e materiali, e ha ferito lei e i suoi familiari nell'orgoglio, ma soprattutto nell'onore. E causatole gravi dissesti economici. Olga è una signora straniera che ha visto naufragare molti dei suoi sogni a causa di connivenze e collusioni criminali. Vi riporto la sua storia così come me l'ha raccontata; il testo che segue sarà l'introduzione al suo sito, che ho avuto l'onore di visionare in anteprima, in fase di costruzione. Non ho corretto o censurato neanche una parola, o torto il capello a una virgola, per far trasparire tutto quello che Olga è:


Sono una cittadina straniera – una di quelli pochi stranieri che sono arrivati in Italia con un regolare permesso d’ingresso. Ero venuta in Italia affascinata dall’arte antica e dallo spirito della storia, dall’incantevole natura e dalla ricchissima cultura. Avevo l’intenzione di aprire un’attività imprenditoriale in proprio, una fabbrica di produzione delle colonnine e degli altri oggetti da polvere di marmo di Carrara, il che avrebbe creato i posti di lavoro e avrebbe contribuito anche allo sviluppo economico locale. Avevo dei bei progetti per il futuro e avevo perfino creato la famiglia in Italia, sposandomi con un italiano.
Non ho potuto aprire la mia attività per il motivo che sono stata colpita dalla criminalità organizzata italiana: sono stata illegalmente spogliata del possesso di tutti i miei beni, sono stata illegalmente spogliata del possesso della mia regolare abitazione, i miei figli sono stati sequestrati per 45 giorni e sono stata sottoposta all’estorsione del denaro e in cambio della loro liberazione. Dicendo il termine “criminalità organizzata” noi immaginiamo un gruppo delle persone di brutta presenza e di basso livello di cultura che compiono i reati crudeli più disparati. In realtà non è così. La vera criminalità organizzata ci aspetta là dove noi la aspettiamo di meno, là dove non possiamo neanche immaginare, nelle situazioni incredibili ed inverosimili. Un rappresentante della criminalità organizzata di solito ha un buon inserimento sociale, ha un posto di lavoro statale, ha degli appoggi altolocati e gode della totale impunibilità per i reati compiuti nel caso se fosse querelato: grazie agli appoggi gli indagini vanno regolarmente insabbiati, il denunciato non va neanche iscritto sul registro degli indagati, sia Giudici sia Pubblici Ministeri si rifiutano di sentire i testimoni e di valutare le prove e mandano velocemente le pratiche in archiviazione – questo è la vera criminalità organizzata!!!

Nell’anno 2003 la mia storia era diventata pubblica, ma i svariati giornali sul posto di adempiere al dovere di cronaca si erano occupati del diffamarmi e del nascondere dall’opinione pubblica quello che era accaduto veramente, mentre quello che è successo è veramente scandaloso e indegno di un paese civilizzato, i cittadini hanno il diritto di sapere quello che è successo, hanno il diritto di essere informati. Ho querelato i giornali ed i siti Internet che si erano permessi di diffamarmi e di scrivere il falso e ho chiesto di rettificare il materiale falso tramite pubblicazione degli articoli di correzione. Nulla da fare. Dal 2003 fino ad oggi non ho avuto alcun’udienza, i giornalisti colpevoli del reato di diffamazione non sono stati puniti e gli articoli riparatori non sono stati pubblicati. Il mio onore e l’onore di tutta la mia famiglia rimane tutt’oggi GRAVEMENTE LESO, lo Stato Italiano omette di intervenire nella situazione e si dimostra di essere TOTALMENTE ASSENTE.

Si ricorda che uno dei compiti di ogni Stato civilizzato è quello di intervenire per la difesa dei cittadini onesti lavoratori e dei loro diritti sanciti dalle Costituzioni, Convenzioni e dalle leggi, di tutelare la sicurezza personale e di proteggere contro le violenze e le sevizie da parte sia di funzionari governativi, sia di ogni gruppo od istituzione.
Si ricorda che ognuno, indipendentemente dalla razza, colore od origine nazionale o etnica, ha il diritto ad un equo processo e a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale; al rispetto della vita privata e familiare, del proprio domicilio; alla proprietà privata, alla libertà personale, alla sanità, alla famiglia e alla libertà di circolazione.
La mia famiglia si è trovata di essere deprivata di questi diritti di base.

Dal 2001 Le Autorità competenti italiane omettono di adempiere il loro dovere istituzionale, quindi ho deciso di pubblicare la mia storia, indicando apertamente tutti i nomi e tutti i dati delle persone che hanno compiuto i reati nei confronti della mia famiglia – in base dell’art. 12 Lett. H e H-bis L.675/96 Privacy, auspicando di far valere i diritti della mia famiglia in tutte le sedi competenti.

Attendo che le Procure interessate (con un particolare riferimento alle Procure di La Spezia, Chiavari, Genova e Torino) iscrivano le persone da me denunciate sul registro degli indagati, identificando quelli ancora non identificati, definiscono e inquadrano con cura i reati, iniziano gli indagini sentendo i testimoni e interrogando i denunciati in presenza di un avvocato, effettuano le ispezioni…
Pretendo (è il mio diritto) di riavere i miei beni e che la mia abitazione sia liberata dagli occupanti abusivi.
Pretendo di avere il rimborso danni dovuto in seguito ai reati e ai comportamenti illegali dei Pubblici ufficiali implicati.
Pretendo il ripristino di tutti i diritti civili e umani di cui io e la mia famiglia siamo stati deprivati in seguito ai reati dei Pubblici Ufficiali implicati.
Non chiedo elemosina. Chiedo solo e esclusivamente di osservare e di rispettare la Legge.

Pubblicherò accuratamente il diario degli sviluppi, sperando (???) che questa “GLASNOST” cambi la situazione patologica sussistente. Preciso che ho già ricevuto tanti intimidazioni e tante minacce di morte e se con me o con uno dei miei familiari succede qualcosa è da attribuire alle persone indicate nel testo che descrive i fatti – siccome loro sono gli unici interessati a farmi tacere. Preciso inoltre che non intendo tacere: conosco tante altre famiglie colpite dalla criminalità organizzata italiana che tacciono e non riescono a risolvere la loro situazione, tacere e fare i “martiri” non porta a nulla, porta solo e esclusivamente alle ulteriori ingiustizie.
Nel 2003 ho potuto liberare i miei figli dal sequestro proprio rendendo pubblici i reati dei sequestratori e pubblicando apertamente i loro nomi.

Italia sta diventando la “spugna” di “avanzi di galera” e dei criminali che si nascondono dalla Giustizia nei loro paesi d’origine – che vengono qua come clandestini pur di non scontare le condanne in patria. La mia storia spiega perché le persone oneste non vengono più in Italia e perché vanno via.

“Le leggi sono le condizioni, colle quali uomini indipendenti ed isolati si unirono in società, stanchi di vivere in un continuo stato di guerra e di godere una libertà resa inutile dall’incertezza di conservarla. Essi ne sacrificarono una parte per goderne il restante con sicurezza e tranquillità.
…la giustizia non è altro che il vincolo necessario per tenere uniti gl’interessi particolari, che senz’esso si scioglierebbero nell’antico stato di insociabilità…
….è interesse di tutti che i patti utili al maggior numero siano osservati. La violazione anche di un solo, comincia ad autorizzare l’anarchia.”
Cesare Beccaria
“Dei delitti e delle pene”



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sei invitato a sostituire la "signora" con "dottoressa", di eliminare ogni riferimento frivolo o dispreggiativo di me - in particolare l'uso di "Olga" al posto del nome per esteso. Ti chiedo di indicare il link sulla fonte da dove hai preso il mio testo, da te manomesso e di copiare precisamente quello che ho scritto io senza porre cambiamenti. Ti chiedo di eliminare la mia foto, in quanto anche questa da te ritoccata con Fotoshop e non la mia foto originale. Non hai diritto di usare le mie immagini personali, è un furto di dati personali. Sei invitato di eliminare ogni tua fantastechiria su quello che penso e su cosa "sarei stata ferita" e le frasi del tipo "visto naufragare i suoi sogni". Altrimenti presenterò una querela contro di te.
Dr.ssa Olga Babenko

Anonimo ha detto...

PS Indica chiaramente che non ti ho mai dato nessuna "testimonianza" ma hai copiato un mio testo di presentazione per il mio blog e l'hai rifatto.

LA PAZZIA

LA PAZZIA
è la normalità...

Ti regalerò una rosa

di Simone Cristicchi Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore Mi chiamo Antonio e sono matto Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino Credevo di parlare col demonio Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio Ti scrivo questa lettera perché non so parlare Perdona la calligrafia da prima elementare E mi stupisco se provo ancora un’emozione Ma la colpa è della mano che non smette di tremare Io sono come un pianoforte con un tasto rotto L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi E giorno e notte si assomigliano Nella poca luce che trafigge i vetri opachi Me la faccio ancora sotto perché ho paura Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura Puzza di piscio e segatura Questa è malattia mentale e non esiste cura Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore I matti sono punti di domanda senza frase Migliaia di astronavi che non tornano alla base Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole Mi fabbrico la neve col polistirolo La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio… misurate le distanze E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso? Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare Eri come un angelo legato ad un termosifone Nonostante tutto io ti aspetto ancora E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore Mi chiamo Antonio e sto sul tetto Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto I matti siamo noi quando nessuno ci capisce Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce Ti lascio questa lettera, adesso devo andare Perdona la calligrafia da prima elementare E ti stupisci che io provi ancora un’emozione? Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare