ARTE E "CONTORNI"

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venerdì 9 marzo 2007

IL DECALOGO DEL “BUON” VIOLENTO

Alcuni si definiscono, a torto, persone addirittura “pacifiste”. E se additate come persone "violente", storcono il naso, protestano... eppure non sanno o non vogliono ammettere che il violento non è solo quello che reca un danno fisico, o materiale, ma anche:

1) chi si fa giustizia da solo;

2) chi mente/diffama/calunnia per far valere le proprie ragioni o semplicemente per passare "bene";

3) chi pretende di avere qualche titolo (datore di lavoro, coniuge genitore...) per dominare la vita di un'altra persona;

4) chi è geloso o chi pretende di farsi amare;

5)chi è competitivo ogni oltre ragionevole limite;

6) chi combatte guerre "per un principio";

7) chi pensa che la violenza a un debole (la sberla ad un figlio, ad esempio) sia qualche volta giustificabile;

8) chi manifesta idee anche velatamente razziste;

9)chi pensa che sia giusto agire per conto di un'altra persona, se è per una buona causa;

10) chi esalta l'aggressività, la forza, le armi... senza nessun rispetto per la vita umana;

Di solito tali persone allevano i propri figli con queste regole, e poi rimangono meravigliati quando vengono chiamati a rispondere per il comportamento delle loro "innocenti creature" .

Il bullismo non è un fenomeno giovanile, è solo il frutto acerbo della Società Odierna!

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LA PAZZIA

LA PAZZIA
è la normalità...

Ti regalerò una rosa

di Simone Cristicchi Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore Mi chiamo Antonio e sono matto Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino Credevo di parlare col demonio Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio Ti scrivo questa lettera perché non so parlare Perdona la calligrafia da prima elementare E mi stupisco se provo ancora un’emozione Ma la colpa è della mano che non smette di tremare Io sono come un pianoforte con un tasto rotto L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi E giorno e notte si assomigliano Nella poca luce che trafigge i vetri opachi Me la faccio ancora sotto perché ho paura Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura Puzza di piscio e segatura Questa è malattia mentale e non esiste cura Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore I matti sono punti di domanda senza frase Migliaia di astronavi che non tornano alla base Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole Mi fabbrico la neve col polistirolo La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio… misurate le distanze E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso? Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare Eri come un angelo legato ad un termosifone Nonostante tutto io ti aspetto ancora E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore Mi chiamo Antonio e sto sul tetto Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto I matti siamo noi quando nessuno ci capisce Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce Ti lascio questa lettera, adesso devo andare Perdona la calligrafia da prima elementare E ti stupisci che io provi ancora un’emozione? Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare